Don Sandro, accompagnando i pellegrini,
usava aggiungere queste notizie,
di suo, “a braccio”
:

"L’Ospizio di Soviore divenne una importante punto di riferimento e di accoglienza cristiana. Esso consisteva di locali per l’alloggio, il rifocillamento e la preghiera. Il suo Oratorio era genericamente dedicato a Santa Maria. Pertanto la festa era celebrata nel giorno dell’Assunzione di Maria, il 15 agosto. I pellegrini ed i viandanti che nei secoli vi hanno trovato ospitalità, ne diffusero la fama e la devozione. Nel 1974, il Papa Paolo VI ha costituito la Beata Vergine Maria del Soviore, celeste e principale pa­trona della diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato.

Come già accennato, l’immagine sull’altare è datata 1390-1400. Nel 1975 è stata portata a Roma da cari amici, assieme al nostro Vescovo di allora, Mons. Giuseppe Stella (che mi consacro’ sacerdote) e io andai a riprender1a, non avendo potuto muovermi dal Santuario per l’andata a Roma. Questa immagine, che è stata tutta ripulita a spese della Soprintendenza, essendo opera d’arte, aveva sovrapposte, una sull’altra, delle pitture, che nelle varie epoche si usavano per la conservazione del le­gno. Una volta ebbe una “colata” tutta azzurra; un’altra volta fu immersa in una leggera “colata” d’oro: quei fiori di giglio che ora vedete nel suo manto, sono il ricordo di quella “colata”. Come ho detto, è statua lignea, si pensa di fico, e di autore ignoto. Probabilmente fu commissiona­ta sul luogo, oppure l’autore portò con sé il legno e lo lavorò nella sua Svevia (una regione della Germania). Ora, così come la vedete è restituita all’originale, cioè, sotto questa “pittura” c’è esclusiva­mente il legno. La Vergine qui è raffigurata come regina, infatti notate che il suo manto è del colore violaceo-purpureo dei mantelli regali. E anche l’abito è del rosso regale. La mantiglia piccola, quasi come uno scialle color dorato, abbracc­ia il suo capo e le spalle ed è volutamente gettata sul capo, all’indietro, per provocare le pieghe che la adornano come una corona regale. Notate, poi, che il Cristo morto è sproporzionato, rispetto alla madre. Quasi fos­se ritornato bambino sulle sue ginocchia e braccia. E la madre, qui, è più giovane. Da studi fatti si è concluso che queste Pietà’ erano eseguite apposta così e venivano collocate, specie dagli ordini femminili e cistercensi, nelle loro cappelle, alla adorazione e meditazione dal Venerdì santo alla notte dell’alleluia. Noterete che la Vergine non è affranta, ed anche se mesta e sofferente, è quasi estatica, dolce, quasi serena dopo il dolore immenso precedente, perché è certa che il suo Figlio risorgerà.

Carissimi pellegrini, voi, oggi, siete qui davanti a Lei, premurosi e fi­duciosi. Voi, oggi, siete un grande anello di una lunghissima catena, che qui è sempre giunta da ogni dove e, dopo di voi ancora proseguirà. Rimanete annodati a Lei e a suo Figlio. Quando uscirete dal santuario, Lei sarà sempre accanto a voi con suo Figlio Gesù. E potrete gustare, sul piazzale, la natura meravigliosa che il Dio creatore ha voluto donarci in questo luogo benedetto."
               
don Sandro. (parole raccolta da Gianna, sua segretaria per anni)

fonte www.baden-powell.it  

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